COVID, informazione oppure DIS-informazione ?

 In Attualità

Inizio con il leggere ed analizzare il documento emanato dal WHO (World Health Organization (download)) che descrive le linee guida di come attuare la quarantena negli stati colpiti da epidemia, e noto alcune discrepanze tra lo scritto e l’attuazione delle linee guida nel nostro paese, come descritto infatti nel paragrafo quando usare la quarantena, è scritto : “In the context of the current COVID-19 outbreak, the global containment strategy includes the rapid identification of laboratory-confirmed cases and their isolation and management either in a medical facility or at home.”, quindi per attuare la quarantena ad un individuo andrebbe prima confermato, tramite esami di laboratorio, che lo stesso abbia contratto il virus, nel nostro paese la quarantena è stata allargata a tutti i cittadini, indifferentemente dal fatto che abbia o meno contratto la malattia o abbia o meno subito un controllo. Ma è solo un esempio, il nostro governo non attua le raccomandazioni descritte nel documento, in ogni paragrafo vi è un incongruenza tra lo scritto e l’attuazione, il che a me sembra una mera maniera per togliere alla popolazione i diritti fondamentali, incutento timore e paura nei cittadini (comprese multe per fare desistere la popolazione dal rispetto del lockdown…). Invito tutti pertanto a leggere e comprendere le linee guida esposte nel documento, per capire come il governo non abbia rispettato dei diritti fondamentali dei cittadini (come da documento WHO Addressing Human Rights as Key to the COVID-19 Response).

I numeri che comunicano

Il documento “Procedura per l’esecuzione di riscontri diagnostici in pazienti deceduti con infezione da SARS-CoV-2” descrive chiaramente le procedure per confermare che i pazienti deceduti siamo effettivamente morti per il virus, infatti vi è scritto : ” Si ritiene pertanto che nella infezione da SARS-CoV-2 l’esame istologico abbia un ruolo confermatorio di un quadro di laboratorio e di imaging, possa contribuire alla diagnosi e a spiegare i meccanismi. L’esame istologico, oltre che da prelievi tessutali in corso di riscontro autoptico, può essere ottenuto anche da prelievi bioptici mediante core biopsy su multipli organi (polmone, fegato, reni, muscolo scheletrico); i prelievi vanno fissati in formalina tamponata per un tempo che si suggerisce non essere inferiore alle 48 ore. “, quindi esortano gli operatori sanitari ad effettuare autopsie ed esami istologici per capire le cause del decesso e contribuire allo studio della malattia. Ma le autopsie sono state realmente effettuate? A quanto pare no, perché i deceduti vengono immediatamente spostati dagli ospedali e cremati o sepolti. Ma allora una domanda sorge spontanea, come fanno a dire che un paziente è morto per covid-19 ? Facendo un normale tampone (peraltro un metodo dubbio perché si discute sulla vera efficacia dei tamponi stessi) e scrivendo come causa del decesso COVID-19, non vado oltre, leggete il documento e vedrete che vi è scritto chiaramente che in caso di mancata autopsia bisogna seguire le linee guida del CDC (Centers for Disease Control and Prevention), e sentite voi stessi questa intervista di Fox News al Dott. Scott Jensen (Grazie alla traduzione di Radio Radio in italiano il pezzo interessante).

Passiamo ora all’ISS (Istituto Superiore di Sanià) che in questo documento descrive le caratteristiche dei pazienti deceduti che sono stati sottoposti ad autopsia, innanzi tutto al 23 aprile 2020 il numero dei pazienti deceduti, come scritto nel documento è 23.188, ma solo su 2041 deceduti è stato fatto un esame istologico/autopsia, e cosa hanno dedotto da questi 2041 esami ? Che solamente il 3,6 % (74) dei casi analizzati presentavano 0 patologie (quindi morti per COVID-19) e che l’età mediana dei deceduti è di 79 anni, cosa significa ? Che il virus colpisce molto di più la categoria “anziani”, non per questo gli anziani devono morire, ma si sarebbe dovuto dare più tutela alla categoria, non mandando i contagiati nelle RSA altrimenti il risultato è quello ottenuto, fare morire gli anziani. Ora non dico che si sia voluto fare morire quella categoria di persone, ma un piccolo dubbio mi viene… Le regole imposte non sono state corrette ed a tutela della salute di tutti, e soprattutto degli anziani e della gente che presentava patologie preesistenti, per la pandemia infatti non è stata tutelata la salute di questi ultimi perché gli operatori erano impegnati con i pazienti COVID non curando in modo puntuale le patologie di persone già ammalate, ed il risultato è ovvio. Per ultimo commento il grafico qui di fianco, del CCM (Centro Nazionale Prevenzione e Controllo Malattie, il documento qui) che ci dà un’idea grafica della mortalità settimanale dal 2016 al marzo 2020; guardate la curva rossa a cavallo del 2016/2017 e quella a marzo del 2020, la prima supera i 270 la seconda è poco superiore ai 240, come negli anni 2018 e 2019, cosa vuole dire ? Che nel 2016/2017/2018/2019 c’era una pandemia ? Ci sarebbe tanto da scrivere ma lascio trarre a voi le conclusioni.

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