IL RIFLETTORE SU…Daijirō Katō

 In Sport

Daijiro Kato ha debuttato nel motomondiale nel 1996, prima di compiere 20 anni, in sella ad una Honda 250, grazie ad una wild card sul circuito di Suzuka, piazzandosi terzo, l’anno successivo ripete l’esperienza vincendo la gara. Nel 1998 infila pole e vittoria.

In Giappone era già considerato un predestinato grazie anche ai successi ottenuti nelle minimoto, con le quali è stato quattro volte campione nazionale giapponese.
Nel 2000 entra ufficialmente nel circuito del motomondiale con il team Gresini. Nell’anno dell’esordio parte bene, conquistando il secondo posto in sudafrica ed il terzo negli stati uniti per poi imporsi nuovamente sul circuito di casa di Suzuka. Alla fine della stagione avrà vinto quattro gare e finito il mondiale al terzo posto.
LA stagione successiva è un dominio della honda NSR250 n°74, vince 11 gare e si aggiudica il titolo regolando il connazionale Tetsuya Harada e l’italiano Marco Melandri.

Nel frattempo si stanno imponendo le moto quattro tempi e l’anno successivo nel 2002 quando Daijiro passa nella classe motoGP inizialmente comincia a correre con una NSR500 a due tempi con la quale pur conquistando un secondo posto in Spagna non riesce a brillare. Le cose cambiano dal gran premio di Brno in Repubblica Ceca, dove gli viene affidata una RC211V a quattro tempi. Con questa, conquista il secondo posto in quella stessa gara dietro Max Biaggi ed una pole nel gran premio del pacifico a Motegi. Finisce il mondiale settimo ed in quello stesso anno vince per la seconda volta la 8 ore di Suzuka in coppia con Colin Edwards (la prima la vinse nel 2000 con il connazionale Toru Ukawa).

Il 2003 iniziava con i miglori auspici ma in quella gara che sarebbe diventata una giornata simbolo per l’italia con un podio tutto tricolore il fato si sarebbe messo di traverso sulla vita del giovane alfiere del Sol Levante.

Il 6 aprile 2003 si corre la prima gara del motomondiale, nella stagione che vedrà scomparire definitivamente le moto a 2 tempi dal palcoscenico mondiale.
Sono gli anni di un rampante Valentino Rossi che domina la scena mondiale, prima su Honda e poi su Yamaha. E’ l’anno del debutto delle Desmosedici della rossa di Borgo Panigale, cavalcate in quella stagione da Troy Bayless e Loris Capirossi.

I suoi sogni si interromperanno al terzo giro della gara inaugurale del mondiale sul circuito di casa di Suzuka, quello stesso circuito che gli aveva regalato le prime gioie e la popolarità. Daijiro, Pilota e ragazzo apprezzato da tutti, se ne andrà dopo due settimane di coma lasciando un vuoto profondo nel circus del motomondiale.

Memorial sul circuito di Suzuka

Per la cronaca quella gara la vinse Valentino Rossi davanti a Max Biaggi e Loris Capirossi, un podio tutto italiano, in quello che rimane uno dei giorni più tristi del motociclismo.

A Misano Adriatico il viale che porta al nuovo ingresso dell’autodromo “Marco Simoncelli” porta adesso il suo nome e tutti gli anni alla vigilia del gran premio di San Marino la manifestazione “DediKato” raduna tutti i piloti del circus. E’ stato anche ufficialmente ritirato il n°74.

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