Qualcuno ne trae beneficio!

 In Attualità

Non mi riferisco a qualche sciacallo che sciacalleggia in questi momenti di incertezza collettiva ai tempi del coronavirus, ma agli animali selvatici che in questi giorni stanno tornando ad utilizzare porzioni di territorio sul quale avevano perso ogni diritto a causa del brulicare frenetico dell’essere umano.

Ai prati cittadini che non dovendo sopportare il continuo calpestio di umani e cani a passeggio si riproducono con rinnovata rigogliosità.

All’aria che con la ridotta attività industriale ed il quasi azzerato traffico automobilistico è tornata quasi a livelli respirabili (e migliorerebbe ulteriormente se fossero già spenti i riscaldamenti).

Alle montagne che non dovendo più sopportare continui saliscendi di escursionisti, sciatori, arrampicatori e tutta la carovana che nelle valli  li assiste con servizi più o meno essenziali, ora hanno la possibilità di respirare (a proposito è notizia di qualche giorno fa che il Nepal userà questa finestra di blocco delle escursioni per ripulire dai rifiuti la montagna più alta della terra, l’Everest).

Ai mari e ai loro abitanti che senza il traffico delle barche turistiche, delle grandi compagnie di navigazione e dei piccoli traghetti e di conseguenza senza l’inquinamento marino che li stanno avvelenando, si prendono una piccola pausa dai disastri che l’uomo gli causa ogni giorno.

La natura si sta riprendendo un pezzetto di quello che è suo. Non durerà perché quando sarà passato, la frenesia dell’uomo tornerà ad occupare quegli spazi che la natura ci ha concesso in prestito.

Fino a quando la natura, prima o poi,  esasperata dall’occupazione del suolo da parte dei discendenti di Adamo, si riprenderà tutto riportando il minuscolo essere umano ad essere una pedina del suo meraviglioso scenario.

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